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23/06/2010 - TGCOM.IT
Quanta musica con lo zio Massimo
“Quanta musica con lo zio Massimo”“Vorrei tanto dirtelo” è il singolo d’esordio con cui Gabriele Lopez si propone per la prima volta in Italia alle radio, dopo l’esperienza in Spagna lo scorso anno con disco “Nuevas Direcciones”. Gabriele è anche doppiatore e la sua passione nasce da un ‘vizio’ di famiglia: lo zio Massimo. “Abbiamo doppiato ‘A Single Man’, lui era Colin Flirth e io il suo ragazzo Nicholas Hoult”. Ma la collaborazione tra i due è continuata anche nella musica.
Come mai la scelta di pubblicare nel 2009 il tuo primo album, “Nuevas Direcciones”, esclusivamente in Spagna?
In realtà era previsto un lancio in parallelo del disco attraverso il primo singolo “la vita che vorrei” (la vida deseada), sia in Italia che in Spagna. La mia etichetta Orangeparkrecords mi ha proposto di tradurre i brani in spagnolo anche perché io lo parlo molto bene, avendo vissuto e lavorato per un periodo abbastanza lungo a Madrid quando ero ancora all’università. La proposta del lancio in Spagna è scaturita anche dal fatto che in Italia purtroppo i mezzi di comunicazione come radio e tv tendono a passare con più difficoltà le realtà emergenti che non siano legate ad una grossa multinazionale. Da indipendenti invece in Spagna se un prodotto piace si trovano forse degli sbocchi un po’ più immediati. Il risultato è stato ottimo visto che siamo al terzo singolo con video in onda sui network nazionali e il disco è appunto nei negozi da agosto 2009. Adesso speriamo di riuscire ad iniziare un percorso promozionale anche nel mio paese con il singolo in uscita “Vorrei Tanto Dirtelo”.
Nel tuo video c'è la presenza di Pannofino, noto attore della serie tv “Boris”, vi conoscevate già?
Si Francesco Pannofino è anzitutto un amico oltre che un collega nell’ambito del doppiaggio. L’idea era quella del produttore circondato da belle ragazze, che durante il concerto in piscina si pavoneggia con sigaro e soldi contanti alla mano…ovviamente è tutto in chiave ironica all’interno di un mio sogno di rock & roll. Ci siamo davvero divertiti molto a girarlo.
Uscirà il tuo album in italiano a breve?
Come dicevo prima la speranza è proprio questa. Sicuramente se il singolo avrà un buon riscontro potremo avere più possibilità di pubblicare il lavoro anche qui.
A Roma nei locali chiedono molto le cover band hai difficoltà a proporre la tua musica?
Si, effettivamente questo è un annoso problema di cui la musica originale e d’autore soffre da tempo. È molto difficile che un locale ospiti un gruppo o un artista che faccia musica propria, inoltre spesso non c’è neanche un rimborso spese per i musicisti e si pretende il locale pieno. Tuttavia c’è qualche eccezione come ad esempio il Contestaccio dove suono spesso, da circa 2 anni.
Sei doppiatore oltre che cantante come è nata questa passione per il doppiaggio?
La passione è nata dalla famiglia, mio padre in primis Giorgio Lopez (voce italiana di Denny de Vito, Dustin Hoffmann, John Clease, Pat Morita e tanti altri) e poi mio zio Massimo mi hanno trasmesso l’arte della recitazione che insieme alla musica, da sempre il mio grande amore, è diventata un mestiere che svolgo ormai da 12 anni.
Tra i dischi che hanno segnato il tuo percorso c'è Emozioni di Battisti come mai?
È un ricordo di bambino. Mia madre ascoltava sempre quel disco e in particolare quella canzone e mi è rimasta impressa perché la cantavamo spesso insieme. Inoltre trovo che Emozioni sia un bellissimo brano che ha fatto la storia della musica italiana.
Che consigli ti ha dato tuo zio Massimo?
Come dicevo prima più che consigli ho ricevuto tanti imput dalla Famiglia. Sicuramente il dono dell’orecchio musicale e la capacità interpretativa, nonché la sensibilità artistica in generale, ma credo di aver imparato tanto semplicemente osservando e ascoltando.
Anche lui canta avete mai duettato insieme anche in studio? Che canzone ti piacerebbe incidere con lui?
In realtà abbiamo spesso cantato insieme, ma ancora mai in studio. Memorabile è stato un nostro duetto di una versione rock di My Way di Frank Sinatra da me riarrangiata. La cosa ci è piaciuta tanto che spero di poterla inserire nel mio prossimo disco. Un’altra cosa bella che abbiamo (stavolta casualmente) fatto insieme è stato il doppiaggio del film di Tom Ford “A single Man” uscito a gennaio nei cinema e di cui tanto si è parlato, in cui lui ha doppiato il protagonista (Colin Firth) e io il coprotagonista, l’attore emergente Nicholas Hoult. È stata per entrambi davvero una bellissima esperienza.
Andrea Conti
URL: http://www.tgcom.mediaset.it/spettacolo/articoli/articolo484356.shtml
Video: http://www.youtube.com/watch?v=_DjiHFxPauw
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